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mercoledì 10 giugno 1998

Avvocato penalista - Amnistia. Art. 151 del Codice Penale.

Avvocato penalista - Amnistia. Art. 151 del Codice Penale.
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Art. 151 del Codice Penale. Amnistia.
 
L'amnistia estingue il reato, e, se vi è stata condanna, fa cessare l'esecuzione della condanna e le pene accessorie.
 
Nel concorso di più reati, l'amnistia si applica ai singoli reati per i quali è conceduta.
 
L'estinzione del reato per effetto dell'amnistia è limitata ai reati commessi a tutto il giorno precedente la data del decreto, salvo che questo stabilisca una data diversa.
 
L'amnistia può essere sottoposta a condizioni o ad obblighi.
 
L'amnistia non si applica ai recidivi, nei casi preveduti dai capoversi dell'art. 99, né ai delinquenti abituali, o professionali, o per tendenza, salvo che il decreto disponga diversamente.
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martedì 9 giugno 1998

Avvocato penalista - Morte del reo prima della condanna. Art. 150 del Codice Penale.

Avvocato penalista - Morte del reo prima della condanna. Art. 150 del Codice Penale.
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Art. 150 del Codice Penale. Morte del reo prima della condanna.

La morte del reo, avvenuta prima della condanna, estingue il reato.
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lunedì 8 giugno 1998

Avvocato penalista - Consiglio di patronato e Cassa delle ammende. Art. 149 del Codice Penale.

Avvocato penalista - Consiglio di patronato e Cassa delle ammende. Art. 149 del Codice Penale.
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Art. 149 del Codice Penale. Consiglio di patronato e Cassa delle ammende.
 
[Art. 149. Consiglio di patronato e Cassa delle ammende. (1)
 
Presso ciascun tribunale è costituito un consiglio di patronato, al quale sono conferite le attribuzioni seguenti:
 
1. prestare assistenza ai liberati dal carcere, agevolandoli, se occorre, nel trovare stabile lavoro;
 
2. prestare assistenza alle famiglie di coloro che sono detenuti, con ogni forma di soccorso e, eccezionalmente, anche con sussidi in denaro.
 
Alle spese necessarie per l'opera di assistenza dei consigli di patronato provvede la Cassa delle ammende].
 
(1) Articolo abrogato dall'art. 89, Legge n°. 354/1975.
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domenica 7 giugno 1998

Avvocato penalista - Infermità psichica sopravvenuta al condannato. Art. 148 del Codice Penale.

Avvocato penalista - Infermità psichica sopravvenuta al condannato. Art. 148 del Codice Penale.
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Art. 148 del Codice Penale. Infermità psichica sopravvenuta al condannato.
 
Se, prima dell'esecuzione di una pena restrittiva della libertà personale o durante l'esecuzione, sopravviene al condannato una infermità psichica, il giudice, qualora ritenga che l'infermità sia tale da impedire l'esecuzione della pena, ordina che questa sia differita o sospesa e che il condannato sia ricoverato in un manicomio giudiziario, ovvero in una casa di cura e di custodia.
 
Il giudice può disporre che il condannato, invece che in un manicomio giudiziario, sia ricoverato in un manicomio comune, se la pena inflittagli sia inferiore a tre anni di reclusione o di arresto, e non si tratti di delinquente o contravventore abituale o professionale o di delinquente per tendenza.
 
La disposizione precedente si applica anche nel caso in cui, per infermità psichica sopravvenuta, il condannato alla pena di morte (1) deve essere ricoverato in un manicomio giudiziario.
 
Il provvedimento di ricovero è revocato, e il condannato è sottoposto alla esecuzione della pena, quando sono venute meno le ragioni che hanno determinato tale provvedimento.
 
(1) La pena di morte per i delitti previsti dal codice penale è stata abolita dal D. Lgs. Lgt. n°. 224/1944.
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sabato 6 giugno 1998

Avvocato penalista - Rinvio facoltativo dell'esecuzione della pena. Art. 147 del Codice Penale.

Avvocato penalista - Rinvio facoltativo dell'esecuzione della pena. Art. 147 del Codice Penale.
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Art. 147 del Codice Penale. Rinvio facoltativo dell'esecuzione della pena.
 
L'esecuzione di una pena può essere differita:
 
1) se è presentata domanda di grazia, e l'esecuzione della pena non deve esser differita a norma dell'articolo precedente;
 
2) se una pena restrittiva della libertà personale deve essere eseguita contro chi si trova in condizioni di grave infermità fisica;
 
3) se una pena restrittiva della libertà personale deve essere eseguita nei confronti di madre di prole di età inferiore a tre anni. (1)
 
Nel caso indicato nel n. 1, l'esecuzione della pena non può essere differita per un periodo superiore complessivamente a sei mesi, a decorrere dal giorno in cui la sentenza è divenuta irrevocabile, anche se la domanda di grazia è successivamente rinnovata.
 
Nel caso indicato nel numero 3) del primo comma il provvedimento è revocato, qualora la madre sia dichiarata decaduta dalla responsabilità genitoriale sul figlio ai sensi dell'articolo 330 del codice civile, il figlio muoia, venga abbandonato ovvero affidato ad altri che alla madre. (2)
 
Il provvedimento di cui al primo comma non può essere adottato o, se adottato, è revocato se sussiste il concreto pericolo della commissione di delitti. (3)
 
(1) Numero sostituito dall'art. 1, comma 2, L. 8 marzo 2001, n°. 40.
 
(2) Comma sostituito dall’art. 1, comma 3, della L. 8 marzo 2001, n°. 40 e successivamente, così modificato dall’art. 93, comma 1, lett. h), D. Lgs. 28 dicembre 2013, n°. 154, a decorrere dal 7 febbraio 2014.
 
(3) Comma aggiunto dall’art. 1, comma 4, della L. 8 marzo 2001, n°. 40
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venerdì 5 giugno 1998

Avvocato penalista - Rinvio obbligatorio dell'esecuzione della pena. Art. 146 del Codice Penale.

Avvocato penalista - Rinvio obbligatorio dell'esecuzione della pena. Art. 146 del Codice Penale.
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Art. 146 del Codice Penale. Rinvio obbligatorio dell'esecuzione della pena. (1)
 
L'esecuzione di una pena, che non sia pecuniaria, è differita:
 
1) se deve aver luogo nei confronti di donna incinta;
 
2) se deve aver luogo nei confronti di madre di infante di età inferiore ad anni uno;
 
3) se deve aver luogo nei confronti di persona affetta da AIDS conclamata o da grave deficienza immunitaria accertate ai sensi dell'articolo 286-bis, comma 2, del codice di procedura penale, ovvero da altra malattia particolarmente grave per effetto della quale le sue condizioni di salute risultano incompatibili con lo stato di detenzione, quando la persona si trova in una fase della malattia così avanzata da non rispondere più, secondo le certificazioni del servizio sanitario penitenziario o esterno, ai trattamenti disponibili e alle terapie curative.
 
Nei casi previsti dai numeri 1) e 2) del primo comma il differimento non opera o, se concesso, è revocato se la gravidanza si interrompe, se la madre è dichiarata decaduta dalla responsabilità genitoriale sul figlio ai sensi dell'articolo 330 del codice civile, il figlio muore, viene abbandonato ovvero affidato ad altri, sempreché l'interruzione di gravidanza o il parto siano avvenuti da oltre due mesi.(2)
 
(1) Articolo così sostituito dall’art. 1, comma 1, della L. 8 marzo 2001, n°. 40.
 
(2) Comma così modificato dall’art. 93, comma 1, lett. g), D.Lgs. 28 dicembre 2013, n°. 154, a decorrere dal 7 febbraio 2014.
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giovedì 4 giugno 1998

Avvocato penalista - Remunerazione ai condannati per il lavoro prestato. Art. 145 del Codice Penale.

Avvocato penalista - Remunerazione ai condannati per il lavoro prestato. Art. 145 del Codice Penale.
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Art. 145 del Codice Penale. Remunerazione ai condannati per il lavoro prestato.
 
Negli stabilimenti penitenziari, ai condannati è corrisposta una remunerazione per il lavoro prestato.
 
Sulla remunerazione, salvo che l'adempimento delle obbligazioni sia altrimenti eseguito, sono prelevate nel seguente ordine:
 
1) le somme dovute a titolo di risarcimento del danno;
 
2) le spese che lo Stato sostiene per il mantenimento del condannato;
 
3) le somme dovute a titolo di rimborso delle spese del procedimento.
 
In ogni caso deve essere riservata a favore del condannato una quota pari a un terzo della remunerazione, a titolo di peculio.
 
Tale quota non è soggetta a pignoramento o a sequestro.
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mercoledì 3 giugno 1998

Avvocato penalista - Vigilanza sull'esecuzione delle pene. Art. 144 del Codice Penale.

Avvocato penalista - Vigilanza sull'esecuzione delle pene. Art. 144 del Codice Penale.
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Art. 144 del Codice Penale. Vigilanza sull'esecuzione delle pene.
 
[Art. 144. Vigilanza sull'esecuzione delle pene. (1)
 
L'esecuzione delle pene detentive è vigilata dal giudice.
 
Egli delibera circa l'ammissione al lavoro all'aperto e dà parere sull'ammissione alla liberazione condizionale]
 
(1) Articolo abrogato dall'art. 89, Legge n°. 354/1975.
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martedì 2 giugno 1998

Avvocato penalista - Ripartizione dei condannati negli stabilimenti penitenziari. Art. 143 del Codice Penale.

Avvocato penalista - Ripartizione dei condannati negli stabilimenti penitenziari. Art. 143 del Codice Penale.
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Art. 143 del Codice Penale. Ripartizione dei condannati negli stabilimenti penitenziari.
 
[Art. 143. Ripartizione dei condannati negli stabilimenti penitenziari. (1)
 
In ogni stabilimento penitenziario, ordinario o speciale, si tiene conto, nella ripartizione dei condannati, della recidiva e dell'indole del reato].
 
(1) Articolo abrogato dall'art. 89, Legge n°. 354/1975.
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lunedì 1 giugno 1998

Avvocato penalista - Esecuzione delle pene detentive inflitte a minori. Art. 142 del Codice Penale.

Avvocato penalista - Esecuzione delle pene detentive inflitte a minori. Art. 142 del Codice Penale.
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Art. 142 del Codice Penale. Esecuzione delle pene detentive inflitte a minori.
 
[Art. 142. Esecuzione delle pene detentive inflitte a minori. (1)
 
I minori scontano fino al compimento degli anni diciotto, le pene detentive in stabilimenti separati da quelli destinati agli adulti, ovvero in sezioni separate di tali stabilimenti; ed è loro impartita, durante le ore non destinate al lavoro, una istruzione diretta soprattutto alla rieducazione morale.
 
Possono essere ammessi ai lavori all'aperto, anche prima del termine stabilito nel primo capoverso dell'articolo 23.
 
Essi sono assegnati a stabilimenti speciali, nei casi indicati nei numeri 1 e 2 dell'articolo precedente.
 
Quando hanno compiuto gli anni diciotto, e la pena da scontare è superiore a tre anni, essi sono trasferiti negli stabilimenti destinati agli adulti.]
 
(1) Articolo abrogato dall'art. 89, Legge n°. 354/1975.
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